Le Dietoterapie



GRAVIDANZA

Il piano alimentare per le mamme in gravidanza tiene conto del mese di gestazione e di tutte le raccomandazioni sulle variazioni di peso relative, avendo sempre come punto di riferimento il peso di partenza; è importante l’elaborazione di un piano alimentare che soddisfi i fabbisogni sia della mamma che del feto con particolare attenzione a determinati nutrienti che devono essere integrati (acido folico) e ad altri che devono essere assolutamente evitati (carne e pesce crudi).

La dieta viene elaborata anche in modo tale da contrastare la comparsa dell’iperemesi gravidica (sensazione di nausea e vomito) tipica della maggior parte delle gravidanze e assicura il corretto sviluppo fetale.


ALLATTAMENTO/POST-PARTUM

Il piano alimentare per allattamento/post-partum deve essere sufficiente a mantenere un’adeguata produzione di latte in qualità e quantità perchè le riserve corporee della mamma non vengano deplete. Gli sbalzi ormonali e un ritorno dell’utero alle dimensioni normali potrebbero riflettersi sulla peristalsi con conseguente costipazione tipica del post-partum: un’ alimentazione e integrazione alimentare adeguata può aiutare la mamma a ritrovare il proprio benessere intestinale.

Inoltre,un regime ipo-calorico nel post-partum potrebbe talvolta risultare insufficiente a soddisfare le esigenze caloriche di una mamma che deve fare fronte alle spese energetiche che richiede il bebè nel corso della giornata, ma, al tempo stesso, una dieta equilibrata è la base per ritrovare il giusto stato nutrizionale che troppo spesso viene perso con la gravidanza.


ANTI-AGING

Combattere l’invecchiamento non significa trattare una malattia, bensì supportare uno stato di benessere attraverso tre semplici regole: ridurre il numero degli agenti dannosi, ottimizzare le funzioni danneggiate e aumentare le capacità di difesa; in tutte queste indicazioni l’alimentazione gioca un ruolo determinante. Il piano alimentare anti-aging si basa sull’utilizzo di determinati nutrienti specifici contro l’ossidazione da parte dei radicali liberi (le molecole altamente reattive prodotte dai normali processi metabolici del nostro organismo) e anche su di una impostazione che tenga sotto controllo i meccanismi ormonali pro-invecchiamento (innalzamento del cortisolo).
L’integrazione alimentare mirata gioca un ruolo fondamentale in questo tipo di dieta.


DISINTOSSICANTE-DEPURATIVO

Il piano alimentare disintossicante è indicato per tutti i soggetti che, per le più svariate motivazioni, hanno seguito troppo a lungo (spesso durante un periodo di stress intenso) una dieta ricca in zuccheri, amidi, grassi saturi, cibi confezionati, raffinati,industrializzati, alcolici e superalcolici, avvertendo delle sensazioni croniche di stanchezza, pesantezza, astenia, cefalee e gonfiore addominale. Tutti questi sintomi sono il risultato di un “avvelenamento organico” dovuto all’accumulo di tossine (prodotti di scarto del metabolismo) , ad un’ iperacidosi (per squilibrio del pH dell’organismo) e molto spesso ad una disbiosi intestinale (disfunzione della flora batterica intestinale). Il piano alimentare disintossicante è mirato ad una depurazione dell’organismo attraverso un maggior consumo di nutrienti proteici di origine vegetale, alimenti ricchi in fibra, frutta e verdura drenanti, probiotici, prebiotici e specifici integratori alimentari antinfiammatori.


CONTROLLO METABOLICO (SOVRAPPESO o SOTTOPESO)

Molto spesso il nostro metabolismo (ovvero l’insieme dei processi biochimici che ci permettono di immagazzinare e/o spendere l’energia che assumiamo attraverso l’alimentazione) tende a non essere equilibrato, portando così il nostro organismo a situazioni di sovrappeso e, talvolta, anche di sottopeso.

Questo succede perchè il metabolismo di ognuno di noi, secondo una genetica ben definita, è guidato da specifici e soggettivi meccanismi ormonali ai quali è necessario rispondere con un’alimentazione ad hoc. Non è un caso infatti se alcuni soggetti accumulano facilmente liquidi e grasso corporeo ed altri molto meno a parità di introito calorico. Ognuno di noi ha bisogno di un’alimentazione su misura che garantisca il migliore equilibrio ormonale per un controllo metabolico ottimale.


SPORT AGONISTICO – FITNESS – RIABILITAZIONE FISICO-MOTORIA

Quando si parla di attività sportiva è necessario fare alcune precisazioni che sono importanti per intendersi correttamente sui termini. Lo sport agonistico ha in sé i concetti di agonismo,gara, performance e vittoria, mentre l’attività fisica non agonistica e il fitness portano con sé concetti come divertimento, salute, benessere psico-fisico, controllo del peso e del tono muscolare.

Ad ogni modo, entrambe queste attività richiedono sempre una corretta ed equilibrata alimentazione per il raggiungimento dei risultati sperati, che si traduce nella somministrazione di una corretta quantità di carboidrati, proteine e grassi spesso con l’aiuto di integratori appropriati. Molto importante e decisivo nel settore dell’alimentazione sportiva (branca che nel nostro Paese è approfondita solo da pochi) è soprattutto il concetto di “timing” ovvero il “quando” vanno somministrati determinati nutrienti a determinate quantità per aiutare l’atleta ad ottenere la migliore performance.

E’ importante inoltre che il Nutrizionista aiuti lo sportivo a tenere sotto controllo sia lo stato di ossidazione corporea che di iperacidosi, inevitabili in situazioni di intensa e costante attività fisica.

Sia in periodi di allenamento intenso che di riabilitazione fisico-motoria, la diagnostica bioimpedenziometrica permette al Nutrizionista di monitorare la conservazione o il ripristino della massa magra per valutare l’efficienza dei programmi di allenamento o di riabilitazione.

La Dr.ssa Marialicia Pisani è allieva e collaboratrice del Sa.N.I.S. (Scuola per la Nutrizione e Integrazione Alimentare nello Sport) per il proseguimento del titolo di “Nutritional Sport Expert” riconosciuto dalla I.S.S.N. (International Society of Sport Nutrition).


SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO (PCOS)

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOs) è una sindrome complessa che presenta un quadro anatomopatologico costituito da ovaie ingrandite e micropolicistiche e un quadro clinico caratterizzato sia da alterazioni endocrinologiche ( disordini del ciclo mestruale, obesità, irsutismo ) che disfunzioni metaboliche. Questa sindrome è uno dei disturbi più comuni nelle donne in età fertile e rappresenta la causa più frequente di infertilità legata ad anovularità cronica. In questa sindrome si associano spesso disturbi metabolici quali intolleranza glucidica, diabete mellito, dislipidemie, maggior rischio cardiovascolare, ipertensione ed è qui che entra in gioco il ruolo importantissimo di una corretta ed adeguata alimentazione in grado di ridurre il più possibile la condizione di insulino-resistenza alla quale, tali disturbi, sono strettamente collegati.

Una dieta ipocalorica, povera in grassi e soprattutto in zuccheri semplici e raffinati può migliorare la condizione di insulino-resistenza e favorire un calo ponderale (sempre con l’ausilio di una costante attività fisica) spesso necessario in donne con PCOs


MENOPAUSA

L’inizio della menopausa rappresenta per ogni donna un periodo della vita in cui avvengono delle modificazioni fisiologiche a cui ogni organismo può risultare più o meno sensibile; la terapia dietetica ha infatti proprio l’obiettivo di far fronte a tutti i nuovi fabbisogni che si presentano, garantendo alla paziente un valido aiuto per il raggiungimento di uno stato psico-fisico ottimale.

Il piano alimentare della donna in menopausa risulta un valido aiuto per la prevenzione del l’osteoporosi, per compensare la “caduta” degli ormoni estrogeni (con tutta la sintomatologia tipica che ne consegue), per tenere sotto controllo un inevitabile aumento ponderale e proteggere i vasi da un maggiore accumulo dei depositi di colesterolo per il mancato “effetto protettivo” degli estrogeni alla fine della fertilità.


VEGETARIANESIMO E VEGANESIMO

Il vegetarianesimo, è una forma di alimentazione che esclude il consumo di alcuni o tutti gli alimenti di origine animale. Le motivazioni possono essere etiche e spirituali, ambientali ed ecologiche o talvolta sociali ed economiche. Esistono tre principali tipologie di diete vegetariane:

-semi-vegetariane (escludono il consumo di carni rosse);
-ovo-latto-vegetariane (escludono tutti i tipi di carne e di pesce);
-latto-vegetariane (gli unici alimenti di origine animale consumati sono latte e derivati).
Il veganesimo invece esclude totalmente ogni sorta di cibo animale (talvolta possono essere anche crudiste, fruttivore o granivore).

Il piano alimentare vegetariano, se correttamente bilanciato nei nutrienti con l’aiuto del Nutrizionista, può contribuire al mantenimento di un buono stato di salute prevenendo molte malattie degenerative tipiche delle società industrializzate. Nonostante questo, esistono alcune vitamine e minerali che sono potenzialmente a rischio in questo tipo di dieta, in particolar modo nella dieta vegana, nella quale sono assolutamente necessarie integrazioni specifiche per la prevenzione della salute (vitamina B12, ferro, zinco, calcio, vitamina D).


DISTURBI ENDOCRINO-METABOLICI E PATOLOGIE ACCERTATE

Come purtroppo tutti sappiamo, le patologie cronico-degenerative, autoimmuni e infiammatorie croniche, sono il male del nostro tempo.

Per ognuna di queste (obesità, diabete mellito, gotta, ipercolesterolemia, ipertensione, celiachia,
Morbo di Crohn, retto colite ulcerosa, disturbi gastrici, sindrome del colon irritabile, ipotiroidismo, tiroidite di Hashimoto, insufficienza renale acuta e cronica, candidosi, cistiti, pannicolopatia fibrosclerotica o “cellulite”, intolleranze e/o allergie alimentari di vario genere, sindrome dell’ovaio policistico, patologie reumatiche, osteoporosi, acidosi metabolica, epatosteatosi o patologie epatiche di vario genere) esiste un piano alimentare ben definito che può aiutarci quotidianamente in modo tale da arginare gli eventuali sintomi e tenere sotto controllo il disturbo, talvolta anche con l’aiuto della fitoterapia mirata (integrazione alimentare a base di prodotti naturali).


NUTRIZIONE DEL PAZIENTE ONCOLOGICO

Nel paziente oncologico la terapia nutrizionale è un’importante strumento di sostegno per prevenire svariate conseguenze quali, ad esempio, la perdita di massa magra, le carenze nutrizionali, l’indebolimento immunitario, l’astenia fisica e psicologica.

Nel paziente oncologico, spesso, l’appetito e lo stato nutrizionale risultano minacciati da: mutamenti endocrino-metabolici (come ipercatabolismo) e del tratto gastro-enterico, comparsa di stomatiti o mucositi, stati depressivi, alterazioni del gusto/olfatto, xerostomia secchezza delle fauci), alterazioni elettrolitiche e stati di alterata idratazione.
I fattori che maggiormente incidono sulle alterazioni dello stato nutrizionale sono la terapia e la sede del tumore; specialmente in concomitanza di un intervento chirurgico è necessario un trattamento nutrizionale perioperatorio al fine di migliorare gli outcomes chirurgici. Per i pazienti candidati invece a chemioterapia e radioterapia è importante mantenere il più possibile un adeguato stato nutrizionale che aumenti la tollerabilità ai trattamenti e contribuisca all’efficacia di questi ultimi, riducendo il protrarsi degli effetti collaterali ed il rischio di recidive

Dtt.ssa Marialicia Pisani



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